Equity Split: cos’è e come funziona

Equity Split

Siamo giunti a parlare di Equity Split, ne abbiamo fatta di strada vero? 

Certamente questo non sarà l’ultimo articolo della nostra rubrica dedicata agli Startup Studio ma posso dirti che se sei giunto/a a questo punto sei a un buon punto di conoscenza di come funziona un Venture-Builder. Certo, non si smette mai di imparare ma questo è già un ottimo traguardo.

Prima di partire con il raccontarti che cos’è l’Equity Split è il caso che ti faccia un recap di tutti i passati articoli in caso tu volessi rinfrescarti la memoria.

Ora che abbiamo tirato le fila di dove siamo arrivati possiamo iniziare con questo nuovo capitolo, andiamo!

Una breve introduzione

Hai costruito il team che ti serviva per avviare il tuo Studio, hai trovato anche gli Investitori che credono in te e nel tuo progetto, hai validato la tua idea e seguito tutti i passaggi che Gutmann ti ha suggerito per costruire la Startup, sei riuscito addirittura a trovare un Co-Founder appassionato al progetto con cui iniziare la tua avventura, fantastico!

Si parte? Non proprio, bisogna ancora puntualizzare una cosa.

Sì proprio così, perché bisogna ancora chiarire la questione dell’Equity: come viene divisa l’Equity tra il co-founder della Startup e lo Startup Studio?

Ci sono diverse alternative, vediamole assieme.

Startup Studio come Founder

Come hai potuto vedere negli articoli precedenti, la caratteristica principale di uno Startup Studio è proprio quella di generare internamente le proprie Startup attraverso una generazione e validazione delle idee molto rigida e approfondita.

Lo Studio essendo il Founder ha una percentuale che si aggira attorno ad un range che va dal 50 all’80% dell’Equity della Startup mentre il restante va invece al Co-Founder che lo studio avrà reclutato. Ogni percentuale viene comunque decisa in base alla situazione in cui si articola la generazione della Startup.

Lo Studio si occupa della crescita e dello sviluppo della Startup fornendole sia risorse a livello di team che a livello economico, l’obiettivo però è quello di rendere il prima possibile la Startup autonoma sia a livello di fondi che a livello di team così da poter iniziare il suo processo di scale-up e successivamente di Exit.

Co-Founder Studio Model

Questo modo di dividere l’Equity è indicato per gli imprenditori che hanno un’idea su cui lavorare ma non hanno i mezzi per poterla trasformare in Startup e successivamente iniziare la fase di scale-up per mancanza di risorse finanziarie, di team e di conoscenze. 

L’Equity Split viene solitamente organizzato in questo modo: la quantità posseduta dallo Studio s’aggira attorno ad un range che va dal 30% al 50%. Ovviamente questi valori sono solo indicativi ma la percentuale può variare da caso a caso.

Il team dello Startup Studio supporta il Co-Founder durante la nascita e la crescita della Startup aiutandolo anche ad assumere volta per volta risorse che faranno poi parte a tutti gli effetti della Startup. Il Co-Founder solitamente rimane all’interno della Startup con il ruolo di CEO o COO. 

Ovviamente, l’obiettivo è quello di portare la Startup a sostenere un fundraising così da aumentare sempre di più la propria indipendenza sia a livello finanziario che di risorse. 

Uno Startup Studio che utilizza questo metodo è Blenheim Chalcot

Ancora un'altra alternativa per l'Equity Split: Builder Outsource Studio Model

Arriviamo all’ultimo modo per gestire l’Equity Split: il Builder Outsource Studio Model.

In questo caso lo Startup Studio supporta una startup già esistente sostenendo gli individui durante il loro viaggio, dalla ricerca di un co-fondatore allo sviluppo di un’idea in un modello di business convalidato e contribuendo a garantire gli investimenti seed.

Lo Studio quindi fornisce un supporto su più livelli alla Startup permettendogli di usufruire di servizi, conoscenze e metodologie che da sola non potrebbe ottenere.

Questa scelta è indicata per gli imprenditori che cercano una collaborazione hand-off e in questo caso la Startup cede solitamente il 10% della propria Equity allo Startup Studio con il quale decide di collaborare.

Anche in questo caso la percentuale dipende dagli accordi che le due realtà stipulano e il range può aumentare o diminuire in base a diversi fattori come ad esempio l’entità del sostegno che lo Studio andrà a fornire alla Startup.

Non bisogna però fare l’errore di credere che lo Studio si limiti a fornire una semplice consulenza a una realtà esterna, bensì si tratta di una vera e propria collaborazione stretta e profonda che porta lo Studio e la Startup a co-creare insieme il prodotto/servizio che quest’ultima offrirà sul mercato.

Anche in questo ci sono alcuni esempi che posso sottoporti: Rocka, Concepter, Spark Foundry, Differential.

E ora che sai come si gestisce l'Equity Split?

Abbiamo ancora degli articoli in serbo per te. 

Il prossimo articolo parlerà di noi, esatto, proprio di noi perché nel prossimo ciclo ti parleremo in maniera più approfondita del nostro dojo, di che tipologia di Studio siamo, di quale approccio utilizziamo e molto altro ancora.

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